LOVE STORY

LOVE STORY


GRAZIE AMORE MIO DI AVER SFIDATO
TUTTO IL MONDO INSIEME A ME
DI AVER CERCATO UN’ALTRA VITA
ACCANTO A ME DI AVER SBAGLIATO E
POI PAGATO ANCHE DI PIU’
INSIEME A ME
GRAZIE PERCHE’ SO CHE QUESTO
AMORE NON POTRA’ FINIRE MAI
ANCHE SE IL MONDO
STA CROLLANDO INTORNO A NOI
NON PIANGERO’
IN QUALCHE MODO RIUSCIRO’
A DIRTI ADDIO
GRAZIE AMORE MIO
DA QUESTA SERA A CASA SOLO TORNERO’
DAL TUO BICCHIERE
COME AL SOLITO BERRO’
SUL TUO CUSCINO LA MIA MANO CORRERA’
E SARAI LA’

La SOLITUDINE 

La SOLITUDINE 

(SENSATION)
(Bardotti- Rimbaud-Charlebois)



Là sul mare, l’onda viene,
l’onda va,
onde di mare,
non si incontreranno mai…
Di solitudine
puoi morire e non lo sai.

Strade di notte,
tutte uguali davanti a te
una ti porta a casa,
nelle altre ti perderai
in solitudine
parti sempre, non torni mai.

Guarda quei rami,
è la stessa pianta che
li ha fatti crescere,
uno è in fiore e l’altro mai.
La solitudine
fa appassire quel che non dai.

Io dico amore,
e tu amore rispondi a me.
Vorrei cambiare la tua vita con la mia.
La solitudine
fa pensare che è bugia.

▪▪▪


1970

Patty Pravo ,Robert Charlebois,

18 ANNI 

18 ANNI 



18 anni ed era lì
Col volto ancora da bambino
Eppure uomo

Come l’estate mi incendiò
Ed io guardandolo contai

I miei autunni
Ho messo agli occhi un pò di blu
Ed i capelli un pò piu giù
L’ha divertito
Quando è venuto incontro a me
Avrei pagato non so che
Per conquistarlo
18 anni e stava lì
Erà già tutto nell’età
La sua vittoria
Perché parlare mai d’amor
Diceva che parlar d’amor
è vecchia storia
M’ha detto “ho voglia di te”
Il suo respiro su di me
Aveva fretta
Un letto improvvisato e poi
Tra le sue braccie mi s’aprì
Un cielo immenso
Coi 18 anni stava lì
Che lo rendevano insolente
Di sicurezza
E si erà appena rivestito
Che io sconfitta ritrovai
La mia tristezza
Volevo dirgli “resta quà”
Ma per fermarlo non tentai
Neppure un gesto
M’ha detto “mica male sai”
Con il candor senza pietà

Dell’inconscenza
Ho messo agli occhi un pò di blu
Ed i capelli un pò più su
Come ogni giorno
Mi ero scordata per un pò
Di aver due volte 18 anni


Dalida

LA FAMOSA VOLPE AZZURRA

LA FAMOSA VOLPE AZZURRA

(Leonard Cohen – F. De Andrè)
▪▪▪

Le quattro di sera di fine dicembre

Ti scrivo e non so se ci servirà a niente

Milano é un po’ fredda ma qui vivo bene

Si fa musica all'”Angolo” quasi tutte le sere
Mi dicono stai arredando la tua piccola casa

In qualche deserto

E che per il momento stai vivendo di poco

O soltanto di quello
Sì, e Lucio, sai

Parla ogni tanto di te

Di quella notte in cui tu

Gli hai detto che eri sincera …

Sei mai stata sincera?
L’ultima volta ti ho vista invecchiata

Con la tua volpe azzurra famosa e sciupata
Lì alla stazione a contare mille treni

E tornartene a casa come Lili Marléne
Hai trattato il mio uomo come un fiocco di neve

Che si scioglie da sé

E un attimo dopo non era più l’uomo

Né per te né per me
E ti vedo lì con una rosa tra i denti

Un trucco nuovo per nuovi clienti

Ora Lucio si é svegliato

Anche lui ti saluta …
Che cosa altro dirti, sorella assassina

Che cosa altro scriverti adesso non so

Se non che mi manchi se non che ci manchi

E certo alla fine ti perdonerò
E se tornerai da ‘ste parti

Per lui o per noi

Troverai una rivale che dorme

E il suo uomo, se vuoi
E grazie per la noia che gli hai tolto dagli occhi

Io mi c’ero abituata e così

Non mi ero neppure provata
E Lucio, sai

Parla ogni tanto di te

Di quella volta che tu

Gli hai fatto la notte più bella

Ti saluto, tua
Ornella

◾◾◾

Brano interpretato da Ornella Vanoni ed incluso nell’nell’album Ricetta di Donna

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