Mariangela Melato L’é Bela la Tusa

In ricordo di

Mariangela Melato

L’é Bela la Tusa

Mariangela Melato. Milanesissima. É stata scoperta giovanissima da Luchino Visconti, anche lui milanese , che le ha affidato subito il ruolo da protagonista in una piecés teatrale da lui diretta . Alla sera della prima la Melato aveva portato con sé la mamma, anche lei una milanese pura che parlava solo dialetto . Visconti era stato gentilissimo con lei. Mariangela li sentiva parlare; Lui, il gran signore dall’italiano meraviglioso che, in dialetto milanese, per metterla a suo agio, diceva:”L’è bela, la tusa, l’è bela, però la gha anca du ball”! Il Duca non aveva badato alle differenze sociali, forse solo sfumate, e secondo me aveva fatto benissimo. Per Mariangela Melato la carriera iniziava e, non dopo molti anni, da protagonista diventò l’ Attrice.

Raul Rizzardi

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PHOTO

Actress Mariangela Melato

Italian actress Mariangela Melato sits next to an old airplane on the set of the 1981 movie Aiutami a Sognare. The Italian film, called Help Me Dream in English, is written and directed by filmmaker Pupi Avati. Melato was awarded best actress by the David Di Donatello awards and the Italian National Syndicate of Film Journalists following her part in this movie. (Photo by Fabian Cevallos/Sygma/Sygma via Getty Images)

ANIMA

Una delusione del cuore incide nell’anima come una lama tagliente


(Raul Rizzardi RitZ’Ó)

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AMORI SCONOSCIUTI

Forse è solo la voglia di notti di passione o forse di solo amore ma all’immaginazione di sempre prende vita l’idea di un amore mai conosciuto ma che in una notte diventerà unico e quasi insostituibile senza pensare che al mattino quando gli chiederai il suo nome quell’amore non ci sarà già più ed avrà lasciato spazio ad un inconsapevole amarezza.


Raul Rizzardi Ritz’Ó

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RAGAZZA PASSIONE

RAGAZZA PASSIONE

(Patty Pravo – Dossena – Tony Carnevale)


Un desiderio avido oltre il gran silenzio
Lacrime che scivolano sopra i miei seni soli
Che strano amore è così diverso
Dove costruirà il suo nido
Tu scoprilo se vuoi questo mio pensiero e poi
Tu prendilo se vuoi un altro momento così
Tu sei un attimo d’eternità
Tu sei un attimo d’amore
E’ solo un giorno in più è solo un altro giorno così
è solo un giorno in più
E la mia bocca avida ha le sue folli rime
Tu angelo degli occhi miei lasciami toccare il cuore
Io sento che tutto intorno a me
E non puoi più dire nulla se dico
Tu scoprilo se vuoi questo mio pensiero e poi
Tu prendilo se vuoi un altro momento così
Tu sei un attimo d’eternità
Tu sei un attimo d’amore
E’ solo un altro giorno quale momento così
Desiderio di te che te ne vai


di Patty Pravo 1989

LE TUE MANI SU DI ME

LE TUE MANI SU DI ME

(Antonello Venditti)


Le tue mani su di me
è difficile chiamarti amore
quando basta aprire
la finestra per capire
un’altra verità
le tue mani su di me
è difficile chiamarti amore
quando il mondo sta vivendo
sul tuo corpo innamorato
la sua vanità
una foglia stupida
cade a caso sull’asfalto e se ne va
una fabbrica occupata sulle nuvole
e un fucile che rimpiange Waterloo
un bambino che domanda come è nato
si risponde sorridendo che lo sa
il bicchiere di cristallo sta cadendo
non amarmi, non amarti non ti riuscirà.
Le tue mani su di me
è difficile chiamarmi amore
quando basta aprire
la finestra per capire
un’altra verità
le tue mani su di me
è difficile chiamarti amore
quando il mondo sta vivendo
sul tuo corpo innamorato
la sua vanità
una foglia stupida
cade a caso sull’asfalto e se ne va
una fabbrica occupata sulle nuvole
e un fucile che rimpiange Waterloo
un bambino che domanda come è nato
si risponde sorridendo che lo sa
il bicchiere di cristallo sta cadendo
non amarmi, non amarti non ti riuscirà


di Antonello Venditti * Patty Pravo – 1975 Incontro

BELLO


BELLO

(Maurizio Monti – D. Byrne)

▪▪▪


Bello, compagno bello
bello, amore bello
come un salto, ah, letto.
Bello, appassionato
velocemente, appassionato, ah
fallo, bello!
Sognanti pose
effetti vale
dolente fase
oh, fallo, bello!
Rivisitato, fagocitato, oh
ah, si!
Bello.

Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla
ciao bello!
Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla
ciao bello!

Esposto a crisi
disimpegnati, ah
distanze perse, oh
fazzoletto, fazzoletto
bello oh, uo-uo-uo
bello oh, uo-uo-uo
preconizzato, compiuto a tutto
usato tutto.

Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla
ciao bello!
Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla
ciao bello!
Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla
ciao bello!
Ti canto ti-ti-ti-ti-ti ulla-ulla-ulla-ulla.


Miss Italia 1978 RCA


PATTY PRAVO

CONTROVENTO

CONTROVENTO

Mi rigiro la carta tra le mani,
mi riannodo il respiro nella gola:
guardo le lettere con tutte quelle lame,
come le ombre delle cose poi mai dette.

Faccio buio e dopo accosto il foglio
la tua parola piú scura mi fa luce,
pulsa nel palmo tutto il suo silenzio.
È questo un seme che mai si consuma.


Controvento le parole
sono solo richiami,
saliva che ti torna

in bocca


Elisa Biagini

da “Da una crepa”, Einaudi, Torino, 2014



LETTERA  AL MEDICO IN MANICOMIO 

LETTERA  AL MEDICO IN MANICOMIO

***

Egregio professore, so che le è stato riferito che io non prendo «regolarmente» le sue medicine. Naturalmente si tratta dei soliti pettegolezzi di ospedale che purtroppo alle volte rovinano con la loro cattiveria la buona fede di chi crede nella lealtà del prossimo. È vero, qualche volta ho omesso il Nobrium perché non volevo cadere nel solito stato di incoscienza e volevo tenermi un po´ desta, un po´ attiva, ma se mai un ammalato non prendesse i medicamenti prescritti la cosa più grave non è nella omissione degli stessi ma nel proposito, assurdo e malato, di non volere guarire. Chi viene a riferirle queste cose dimostra un animo molto meschino ed io nella mia semplicità ed anche nella mia malattia mi rallegro di non essere tra le file di quelli che si chiamano «spie». […]
Vede che in questo momento il mio equilibrio è sano, però prima che io possa accedere ad una certa chiarezza occorre che lasci libero sfogo alle lacrime che comprendono tanti e tanti dispiaceri. Ad esempio proprio ieri ho visto un uccellino che giocava nella sabbia, era così tenero, così patetico, che vi ho visto raffigurata la mia creatura. Le parrà assurdo ma lei non può sapere da uomo cosa significa sentirsi palpitare dentro un altro cuore, sentirselo proprio per dei mesi, donarsi ed essere continuamente gratificata da questo amore nuovo che sorge. Come vorrei farglielo intendere e come vorrei pure che ella capisse che tutta la mia confusione altro non è che un grande contenuto dolore, tanto grande, quanto grande può essere la misura di un sacrificio umano.
L´ho stancata per dei mesi e forse lo farò ancora, stamattina mi aveva promesso delle medicine che poi non mi ha prescritte facendomi così intendere che mi trattava da povera esaltata. Ma se il dolore è esaltazione allora posso dire che tutto il genere umano è in questo stato e il mio dolore, il mio lutto per la morte della mia coscienza è il dolore di tutta la nostra povera comunità umana. Non ho fiducia nei medicamenti, no, glielo dico con franchezza, perché in questi mesi non mi sono più rallegrata di nulla e quando una cosa non si prende con quella fiducia che occorre non ha nessun risultato, perché solo la fede è la molla di tutto, guarigioni comprese.
Io per avere questa fede dovrei sentirmi amata e invece anche questa mattina mio marito non è venuto da me; adesso posso dirle sinceramente che malgrado la sua ignoranza, il suo poco sapere, lo amo profondamente e tutto questo amore l´ho gettato sopra di lei perché per anni sono stata frustrata, maltrattata, vilipesa. Caro dottore, da lei non mi aspetto proprio nulla, solo mio marito, con un cenno, un assenso, un atto di comprensione potrà guarirmi ed è proprio in questa direzione che io vorrei dirigerla.
Solo lui potrà, se vorrà, essere il mio medico, altrimenti la mia fine è già segnata. Se vuole aiutarmi è in questo senso che deve muovere la sua abilità. Adesso la lascio, ma ho passato con lei tante ore di calda fiducia, ho conversato, sono penetrata nel suo animo ed ella è penetrata nel mio come un padre. Quando le chiedo qualche cosa però non mi prenda in non cale perché mi vengono in mente adesso i bei versi di padre Davide Turoldo che dicono: «Io non ho mani che mi accarezzino il volto, duro è l´ufficio di queste mie parole».
E se anche ho tanto amato nella mia vita ciò non significa che la società mi debba condannare se nemmeno il Cristo ha condannato Maddalena ma l´ha ammessa fra i suoi seguaci. Perdoni il tempo che le ho rubato. Quando vengo da lei e le do del tu è come se parlassi con un angelo, qualche cosa che solo a me è dato di vedere e di sentire, qualche cosa di incorporeo che non ammette alcun desiderio. Perciò mi tenga per scusata.

Alda Merini

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http://http://http://www.aldamerini.it/

Albergo a ore

ALDA MERINI

POESIE

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Albergo a ore

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Ci sono inverni che non cadono e non finiscono mai

come guanciali aperti sopra la menzogna del sonno

inverni miserevoli in cui le foglie
cadono pesantemente a terra

come pietre miliari,
alberghi in cui tutto trema e tutto

si dissolve in un peregrino passaggio verso la notte,

così noi ci siamo inalberati
e nella nostra nudità di esseri

siamo finalmente

fuggiti con la bramosia della vita
per stare soli

mentre la pazza della porta accanto
ancora occhieggia dietro la grata oscura
di quel silenzioso albergo dove le

tendine basse

i preti frettolosi e i borghesi
ansimano sul pavimento scuotendo l’interno,
e la polverosa strada della via
Appia antica.

◾

Alda Merini


I RAGAZZI CHE SI AMANO 

I RAGAZZI CHE SI AMANO 


I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore


(PREVERT)