POESIA ILLEGITTIMA

Quella sera che ho fatto l’amore

mentale con te

non sono stata prudente

dopo un po’ mi si è gonfiata la mente

sappi che due notti fa

con dolorose doglie

mi è nata una poesia illegittimamente

porterà solo il mio nome

ma ha la tua aria straniera ti somiglia

mentre non sospetti niente di niente

sappi che ti è nata una figlia


Ornella Vanoni 2003

CARO NOME MIO

Caro nome mio mi lasci sola con quella compagna che andava veniva

oggi si è fermata, con la sua ombra grande mi copre la bocca la mente ho paura andava veniva si è fermata

mi prende il nome la voce la gonna esce si piega si alza compra petunie

raccoglie gatti ride ha i capelli lunghi porta gli occhiali, tu credi sia io le dici sei sola

Io allora caro nome mio oggi me ne sono andata ad avere nove anni

anzi nove mesi in montagna anzi mia madre è incinta anzi si è innamorata

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Ornella Vanoni 2003 – Noi, le donne noi

CARMEN

Vedi com’è
una lama dentro il cuore
non sugge così facilmente
allo sguardo di un normale osservatore
anche un mediocre investigatore
e un cacciatore di affanni
non si inganna così

vedi che storia
cosa ci può suggerire
un discreto sorridere agli altri
e l’applauso ha un effetto banale
se non l’idea di un’uscita di scena
prima del gran finale

ah… cosa ci è capitato
e come avranno riso in platea
del nostro amore orgoglioso
del nostro amore indiscreto, arrabbiato,
impietoso, sfacciato
del nostro amore troppo affamato
che s’inchinò a baciarci sul cuore
e noi questo bastò

ah… saranno stata duemila ore si e no
una storia d’amore normale
un disegno fatale
qui c’è da ripensare fino a morire
al nostro amore orgoglioso, spezzato,
ferito, umiliato, insicuro
e senza più fiato
che non si può raccontare
che ci rende insicure
io non so camminare… e quell’amore
che si chinò a baciarci sul cuore
la sua lama affilata
era ferma e sicura
e a noi questo bastò
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Ivano Fossati


Ornella Vanoni 2003 – Noi, le donne noi

QUASI MAGIA

QUASI MAGIA

(Maurizio Monti – Giovanni Ullu)


IO PASSO DI QUI
DUE VOLTE AL GIORNO,
NON L’HO MAI VISTO,
STA DISEGNANDO
UN ANGELO IN TERRA;
MILLE COLORI
PER LA CITTA’.

E SUBITO IL MARE.
NASCOSTA DIETRO
UN’ORA DI LUGLIO.
VEDO I RIFLESSI
AZZURRO NOTTE
DEL MARE, IL MARE
COL SOLE AD ORIENTE.

E VORREI FERMARMI QUI,
NON SO QUANTO, MA VORREI,
E POI RIDERE, E POI PIANGERE.
OH! QUASI MAGIA!
UN COLORE E UN PO’ DI VITA MIA;
OH! QUASI MAGIA!
PENSIERI IN FESTA, IL CUORE RINGRAZIA,
E TU CHE SAI, CHE LO SAI
E MI VUOI, MI VUOI.

POI, UN ALTRO VOLO,
ALTRI RITORNI SULLA COLLINA
SPOSATA AL VERDE
DELLA SPERANZA
DI CHI FA UGUALE
AMARE O MORIRE.

OH! QUASI MAGIA!
UN COLORE E UN PO’ DI VITA MIA;
OH! QUASI MAGIA!
UN’AVVENTURA O UN’ILLUSIONE OGNI VOLTA;
E TU CHE SARAI? , AMORE,
NON LO SO, NON LO SO.

POI IN UNA STANZA.
“SONO ARRIVATA
DA UN ALTRO MONDO,
POGGIO IL VESTITO
SOPRA QUEL CHIODO?
NON RISPARMIARMI
CHE’ FA GIA’ CALDO”

E VIENE IL TRAMONTO.
LA MIA DIFESA
E’ APPESA AL MURO,
SOTTO UNA VERA
OVAZIONE DI FOGLIE
AL VENTO CALDO
DI QUESTA ESTATE.


di Patty Pravo

UN AMORE ASSOLUTO

UN AMORE ASSOLUTO

(Maurizio Monti – Giovanni Ullu)


Ho visto lui,un giorno senza lei
un cervo, e un fuoco alto ormai,
ho visto lui, un giorno senza lei
un fiume, e un fuoco spento ormai.
La storia è solo qui
nel pianto di un pastore
nel giorno che muore…

“Che faresti per me,d’importante?”
un mattino su un prato fiorente
“Vado nella foresta e mi uccido”
“Non lo dire più,ti prego,non lo dire!”
E un amore assoluto li aveva.

Ho visto lei,un giorno senza lui
un grido,e una lunga corsa ormai,
ho visto lei,un giorno senza lui
il mare,e un lungo abbraccio ormai.
La storia è solo qui
un gesto per candore
nel giorno che muore…

“Dov’è andato,sapete il mio amore?”
trafelata chiedeva al pastore
“Corri al mare e lo trovi, bambina,
non restare qui, ti prego, non restare!”
E un amore assoluto li aveva.

“Corri al mare e lo trovi, bambina,
sopra un letto di foglie ha dormito
sopra l’acqua del fiume ha sognato
non restare qui,ma corri,non restare!”

“Che faresti per me,d’importante?”
un mattino su un prato fiorente
“Vado nella foresta e mi uccido”
“Non lo dire più,ti prego,non lo dire!”.


di Patty Pravo 1974