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​LA TERRA SANTA di Alda Merini​


​LA TERRA SANTA 



Ho conosciuto Gerico,

ho avuto anch’io la mia Palestina, 

le mura del manicomio 

erano le mura di Gerico 

e una pozza di acqua infettata 

ci ha battezzati tutti. 

Lì dentro eravamo ebrei 

e i Farisei erano in alto 

e c’era anche il Messia 

confuso dentro la folla: 

un pazzo che urlava al Cielo 

tutto il suo amore in Dio. 

Noi tutti, branco di asceti 

eravamo come gli uccelli 

e ogni tanto una rete 

oscura ci imprigionava 

ma andavamo verso le messe,               

le messe di nostro Signore 

e Cristo il Salvatore. 

Fummo lavati e sepolti, 

odoravamo di incenso. 

E, dopo, quando amavamo, 

ci facevano gli elettrochoc 

perchè, dicevano, un pazzo 

non può amare nessuno. 

Ma un giorno da dentro l’avello 

anch’io mi sono ridestata 

e anch’io come Gesù 

ho avuto la mia resurrezione, 

ma non sono salita ai cieli 

sono discesa all’inferno 

da dove riguardo stupita 

le mura di Gerico antica.

(da “La Terra Santa”)

(Alda Merini)

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Patty Pravo

Munich Album
1979RCA PL 31447
▪▪▪

DIMENSIONE 
(Flasetti – R. Fia – Aldo Tamborrelli)

1979

—-

Il tuo sguardo su di me che mi spoglia
mi va bene, nasce qui una storia
affidarti libertà e memoria
e poi un’idea, se vuoi….

Il silenzio scende giù, come pioggia
fra gli impulsi cerco te, le tue braccia
traccio qui un amore che conta
e poi l’universo, per noi.

Io mi abbandono ad inventare
per gioco una vita
un’esperienza sono certa
non ancora vissuta
dove il buoi notturno si nasconde
fra gli alberi, alberi, alberi e dentro di noi…

Ma tu chi sei?
La pace nuda che mi dai
o la dolcezza che vorrei?
Che dimensione io non so, io non so, io non so.
Almeno tu
dammi la forza e un giorno in più
un fiore rosso, un fiore blu
sui rami della vita… Noi…

 ◼◼◼

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IL POETA  – ​Marina Arcangeli


Marina Arcangel



Festival di Sanremo 1989



IL POETA 
(di Marco Luberti)

Chissà perché nasce un poeta,

quel figlio di una notte inquieta,

quel figlio di una mezzoretta,

c’è poco tempo, lui mi aspetta,

quel figlio di una scampagnata,

di una frenata ritardata,

di una bottiglia troppo vuota

o della solita serata.

Chissà perché nasce un poeta,

forse per quella notte lieta

di due ragazzi troppo seri,

per la scintilla nei pensieri

che accende in cielo qualche stella,

per questa luna troppo bella,

per lo sfiorarsi di due mani,

per frasi tipo “dai, rimani”,

per corpi lisci come seta,

ecco perché nasce un poeta.
Chissà perché vive un poeta,

quel figlio di una stornellata,

di una parola disperata

che nella rima si è baciata,

di una parentesi ormai chiusa

dentro alla storia di una sposa,

di qualche apostrofo un po’ rosa

nascosto dietro ad una scusa.

Chissà perché vive un poeta

con quella sabbia tra le dita,

le scarpe a un palmo dalla strada

e gli occhi pieni di rugiada,

chissà perché vive un poeta,

chissà perché passa la vita

a raccontarci storie strane

piene di ladri e di donnine,

per dare un senso a questa vita,

ecco perché vive un poeta.
Chissà perché muore un poeta,

chissà perché lascia la vita

sopra la punta dei suoi piedi,

prima era qua, poi non lo vedi,

chissà perché poi di un poeta

resta una pagina ingiallita,

lui se n’è andato all’improvviso

con un saluto e un bel sorriso

per inseguire una cometa,

ecco perché muore un poeta.

◾◾◾

ANNA MAGNANI – PENSIERI DA DIVA

Non togliermi neppure una ruga. Le ho pagate tutte care.”

anna_magnani

ANNA
MAGNANI


 

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