Voci Divine – Libri – Marlene Dietrich’s ABC – SELEZIONI 2

Marlene Dietrich’s ABC (2^ parte)

A – Abiti maschili – Per i completi, nero, blu notte, blu scuro, grigio. Per le camicie, celeste, rosa, bianco. Per le cravatte, nero, blu scuro. Scarpe nere. Solo gli inglesi possono indossare abiti marroni di stoffa ruvida, portare scarpe marroni con la suola alta ed essere eleganti. Ma tu non provarci.

A – Affetto – Il nutrimento più importante per l’anima. Più importante di quanto si pensi, o si voglia pensare.

A – Amore – “Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte”. E’ un proverbio turco. Come è chiara questa immagine, e come si capisce facilmente!

A – Artista – I veri artisti sono gente preziosa; da loro emana un flusso costante di stimoli. Gente generosa, gente umile; spesso malinconica: il che li rende amabili, giacché la loro malinconia ha valide ragioni.

B – Bambino – La cosa più importante di tutte. La meraviglia. Quello che non delude mai. La fiducia vivente. Il compendio della speranza. Un fragile, inerme Ercole.

B – Beatles – Li amavo, e disprezzo profondamente la persona che ha causato il loro scioglimento.

B – Becaud Gilbert – Ha scritto le più belle canzoni d’amore che siano mai state composte.

C – Capriccio – Nel linguaggio musicale indica la libertà di scelta. Dovremmo adottarlo.

C – Citazioni – Le adoro, perché è una gioia ritrovare i propri pensieri, espressi bene, con molta autorità, da qualcuno che reputiamo più saggio di noi.

D – Debolezza – E’ più facile che i deboli rendano deboli i forti piuttosto che i forti rendano forti i deboli.

D – Dietrich – In tedesco significa grimaldello. Non è una chiave magica ma un oggetto reale; per fabbricarlo occorre grande abilità.

E – Età giovanile – Sono l’audacia e l’imprudenza, ciò che rimpiangiamo: col tempo si diventa così schifosamente educati e ragionevoli…

F – Femminilità – Il bene più prezioso di una donna. Il campo magnetico nel quale l’uomo viene attratto.

F – Fisarmonica – Un suono che amo. Probabilmente perché il mio udito lo collega alla Francia.

G – Gioia di vivere – Come siamo in pochi ad averla; e quale grande dono per chi ce l’ha e per la gente che la manifesta!

G – Guerra – Se non ci sei stato, non parlarne.

I – Invidia – Non conosco l’invidia. Né so perché sia così. Posso solo avanzare un’ipotesi: da bambina mi hanno insegnato a gioire delle cose, indipendentemente dal fatto che fossero mie o no.

K – Kibbutz – Lo stile di vita di Israele. La realizzazione del sogno dell’ Ebreo errante: possedere e coltivare la propria terra. Tutti i kibbutz, grandi o piccoli, sono impegnati principalmente nel lavoro della terra. Ogni membro ha come unico interesse la prosperità della sua comunità, il suo kibbutz. Lavora otto ore al giorno, e anche di più se c’è una situazione di emergenza. E’ il kibbutz a occuparsi dei suoi bisogni. Il cibo, gli abiti, le sigarette, l’alloggio, la cura e l’educazione dei bambini, le cure mediche, l’ospedalizzazione, l’assistenza agli anziani sono tutte responsabilità della comunità. Puericultrici preparate si assumono la cura dei neonati e li crescono. Le madri lavorano per il kibbutz. Vanno a trovare i figli alla fine della giornata, ma la propria energia e quella dei propri mariti, così come la loro vitalità, sono unicamente dirette allo sviluppo e alla prosperità della comunità. La scuola dell’obbligo dura otto anni. Il lavoro manuale è parte dell’educazione scolastica. Tutto viene distribuito: gli abiti vengono lavati, riparati, sostituiti. Non circola denaro: non ve ne è bisogno. Molti dei kibbutz più recenti sono situati lungo la linea di frontiera, e l’epopea dei più giovani che hanno difeso la propria terra nella guerra di indipendenza del 1948 ha scritto un capitolo importante della storia di questa nazione antica e nuova. La meraviglia del deserto del Negev, reso fertile, si deve alle loro mani operose e al sudore delle loro fronti.

L – Las Vegas – E’ una città che amo. Niente orologi. Niente serrature. Niente restrizioni. E quando lanci i dadi, niente mano pesante della legge.

M – Medici – La gente, se deve comprare un’automobile o un frigorifero, gira per i diversi negozi prima di decidere. Se usasse la stessa precauzione nell’affidare la propria vita a un dottore, sarebbe molto meglio.

N – Negozio di ferramenta – Mi piace di più entrare in un negozio di ferramenta che andare all’Opera; e sì che l’Opera mi piace! Solo una cartoleria può stare alla pari con un negozio di ferramenta. Se arrivi in una città sconosciuta, e non conoscerla ti mette a disagio, come quando senti l’umidità che ti penetra nelle ossa, il negozio di ferramenta è Disneyland, L’isola del tesoro, Le miniere del re Salomone.

O – Obiettivo – Contrariamente a quanto in generale si crede, è possibile essere obiettivi a proposito di ciò che uno è riuscito a fare, e in merito alle proprie azioni.

O – Ordine – Ne ho bisogno: emotivamente e fisicamente.

O – Ossigeno – Perché aspettare di essere sotto una tenda per respirarlo?

P – Paghetta – In America il denaro che si dà ai ragazzi per le piccole spese è sproporzionato, e li rende clienti abituali dei negozi.

P – Pettegolezzi – Nessuno vi racconterà pettegolezzi se non state ad ascoltare.

P – Politica di potenza – I ragazzini quando giocano a “fammi vedere il tuo, che ti faccio vedere il mio”.

P – Privacy – La mia è sacrosanta. Se necessario, lotto per ottenerla, e sarei capace di uccidere.

R – Raggi X – Nello slang americano, un biglietto da diecimila dollari.

R – Ridere – Giunge il momento in cui vi rendete conto improvvisamente che ridere è un ricordo e che eravate voi a ridere.

R – Ristorante – Un ristorante di prim’ordine si riconosce dal modo in cui viene servito il cibo: né a voi né ai vostri commensali sarà chiesto chi ha ordinato un piatto e chi l’altro.

R – Rossellini Roberto – L’ho incontrato una sera e i l giorno dopo mi sono ritrovata a battere a macchina il suo manoscritto nel gelido appartamentino di uno scrittore che lo aveva conosciuto anche lui la sera prima (dopo aver girato tutta Parigi per scovarlo). Ha il dono di trovare seguaci non solo entusiasti, ma utili. E ne ha anche un altro davvero raro: è un amico.

R – Russi – Amo i russi per il loro umorismo, il loro animo appassionato, il loro cuore anticonformista. La gamma della loro spiritualità è molto vasta. Possono sprofondare nel baratro, e innalzarsi ad altezze sublimi; non si fermano nella tranquilla zona franca delle emozioni tiepide. Avevo ricavato questa impressione dalla loro letteratura; ne ho avuto la conferma quando ho conosciuto dei russi in una delle molteplici circostanze della vita.

S – Shaw George Bernard – Una volta mi telegrafò: “Quando sarà in Europa mi telefoni per parlare di un film tratto da La milionaria; ma mi chiami comunque, giusto per divertimento. Indirizzo telegrafico: Socialist, Londra”. Passammo un lungo pomeriggio in un stanza piena di sole, ed egli fece mostra con me di tutto il suo spirito, da quel generoso gentiluomo che era.

V – Vendetta – La vendetta è la logica reazione di una persona sconfitta. Il vincitore che non tiene conto di questa logica reazione è semplicemente un idiota.

Z – Zefiro – Mi piace questo vento, mi piacciono la lana e i morbidi tessuti fatti in Belgio che portano il suo nome.


seconda e ultima parte – prima parte

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Selezioni tratte dal libro: MARLENE DIETRICH’S ABC – New York 1984

Traduzione italiana di Fernaldo Di Giammatteo
DIZIONARIO DI BUONE MANIERE E CATTIVI PENSIERI
Editori Riuniti 1996

Voci Divine – Libri – Marlene Dietrich’s ABC – SELEZIONI 1

Marlene Dietrich’s ABC

(1^ parte)

A – Argentina – E’ un paese che mi piace; e Buenos Aires in particolare. Mi ricorda Parigi per l’ampiezza dei suoi spazi e l’educazione della gente che vi ho incontrato. E’ un pubblico meraviglioso, entusiasta, caldo, rumoroso. Vi ho trovato critici straordinariamente bene informati su ogni aspetto del teatro e dello spettacolo. E capivano anche il cinema e i problemi della produzione, sino ai particolari tecnici. Mi ha fatto piacere venire intervistata dai più noti critici teatrali, che, negli Stati Uniti, non onorano di solito così gli attori del mio stampo.

A – Armonia – Ho bisogno di armonia intorno a me, più che di mangiare, di bere, di dormire.

A – Attenuanti – In vita mia, non ho mai accettato di farla franca con le attenuanti. Oggi riescono a farla franca anche se hanno ammazzato – alla lettera.

B – Bach Johann Sebastian – Lo amavo. Provavo le sue sonate per violino otto ore al giorno. Mi slogai il legamento dell’anulare sinistro e mi ingessarono la mano, che ne uscì indebolita. Mi fu detto che con l’esercizio avrei ritrovato la forza del dito, ma che non avrei più potuto affrontare un concerto. Misi da parte il violino, e – dopo di allora – non ho più amato Bach.

B – Belmondo Jean Paul – Sangue nuovo, faccia nuova, vitalità nuova, fluido nuovo, erotismo nuovo, normalità nuova, rispetto alla schiatta malata dei moderni attori nevrotici.

B – Berlino – Un’isola tedesca, che produce l’umorismo berlinese: uno spirito tagliente, secco, realistico, che ti manda a impiccarti e sa ridere di sé; un umorismo tragico, che non ha niente di sacro e non ha pietà di se stesso. Il gergo berlinese è tra i più efficaci e audaci che esistano.

C – Canada – Che bel paese! L’aria e il cielo sembrano appena lavati e lucidati, e anche la gente. Come gli svedesi, i canadesi non hanno affatto un temperamento nordico: sono talmente capaci di entusiasmarsi!

C – Cezanne Paul – I suoi acquerelli sono uno dei miei piaceri più grandi. Come uomo aveva molte ammirevoli qualità, ma quella che ammiro di più è il suo disprezzo per la fama; una caratteristica che lo accomuna a Rilke.

C – Citazioni – Le adoro, perché è una gioia ritrovare i propri pensieri, espressi bene, con molta autorità, da qualcuno che reputiamo più saggio di noi.

D – Diritti – Troppe donne ritengono che “il mondo deve loro qualcosa”, che si abbia il diritto di possedere, di divertirsi, di spendere, e altre illusioni ancora. Questo modo di pensare tende a munire queste donne della indolente certezza che le cose buone arriveranno da sole: anche l’essere amate, onorate, rispettate da un uomo. Le belle cose non cadono dal cielo così facilmente, e l’indolente attesa diventa ben presto delusione, amarezza, frustrazione.

D – Dispiaceri – I dispiaceri sono una cosa privata.

E – Eleganza – Difficile da trovarsi oggi. Le donne non sono abituate a sapere che cosa sia, e perciò manca loro persino il desiderio di essere eleganti.

E – Esuli – Tutti gli esuli godono della mia più grande simpatia. Perdere la propria patria, per necessità o per scelta, è una tragedia (tranne nel caso in cui la scelta nasca dal desiderio di non pagare le tasse).

F – Faccende domestiche – E’ la migliore terapia di lavoro; ed è anche la più utile. E’ una delle rare occupazioni che danno risultati immediati, il che (come minimo) dà molta soddisfazione.

F – Fotografia – La fotografia dovrebbe essere considerata una scienza. Non solo crea, ma crea meraviglie. Sa trasformare i nani in giganti e i giganti in nani.

F – Francia – Ne imparai la lingua quando avevo quattro anni. Amavo questo paese molto prima di averlo visto e amavo il suo popolo molto prima di averlo conosciuto. Questo amore, che non ha un briciolo di logica o di buon senso, mi fa molto felice.

F – Frustrazione – La frustrazione può verificarsi soltanto se ci si intestardisce per qualcosa che non si può raggiungere. Siamo noi stessi ad infliggercela, e chi si lamenta per questa afflizione di moda, perde ogni contatto con la logica.

G – Genere – Nelle lingue il genere è particolarmente fuorviante. Qualcuno è in grado di spiegarmi perché un tavolo è maschio in tedesco, femmina in francese e castrato in inglese? I bambini francesi, poi, sono maschi anche se sono femmine; in inglese la cosa è piuttosto dubbia; in tedesco sono chiaramente neutri. Ancora più sorprendente è il fatto che i francesi considerano di genere femminile gli attributi dell’ anatomia maschile (che rendono maschi) e di genere maschile gli attributi dell’anatomia femminile (che rendono femmine). Tenendo conto di questo, non rimane che tener duro.

G – Germania – Le lacrime che ho versato per la Germania si sono asciugate. Mi sono lavata la faccia.

H – Hollywood – Quando arrivai a Hollywood la grande stagione del film muto era morta e seppellita. Il posto non era più “gaio e temerario”. Negli studi cinematografici si lavorava come in qualsiasi altro stabilimento: bisognava essere presenti a una certa ora e timbrare il cartellino, e apriti cielo se non lo facevi! E rimase così per tutti gli anni trenta, sino a quando andai a raggiungere l’esercito. Oggi che vengono girati così pochi film, Hollywood accoglie più attori televisivi che gente del cinema. Hollywood è morta.

I – Ideali – Abbiamo bisogno di ideali e non di competizioni, se vogliamo essere una nazione che funziona bene.

I – Indipendenza – L’indipendenza economica è una cosa meravigliosa. Rende facile attenersi ai propri codici, ai propri principi, a ciò in cui si crede, e salvaguarda dal doversi prostituire.

L – Letto disfatto – Un uomo preferisce tornare a casa e trovare un letto disfatto e una donna contenta, anziché un letto in ordine e una donna arrabbiata.

M – Melodia – Tutto il sound, che nella musica popolare e nell’orchestrazione moderna è la cosa più importante, non vale una melodia. I suoni passano, le melodie restano.

M – Mettere in imbarazzo – Mettere in imbarazzo qualcuno rientra nella categoria della maleducazione. In America lo si pratica quasi come uno sport.

M – Musica – Quanto poco è il tempo che noi gente che lavora abbiamo per ascoltare la musica, e quale perdita per la nostra anima e il nostro sistema nervoso.

N – Nike di Samotracia – Al Louvre tutte le statue femminili greche sono esposte insieme, con il freddo seno che fa ombra all’accecante candore dei corpi. Le Veneri, le Diane più stupende sono lì, pietra con pietra, inquietanti nella loro tranquillità, e rivaleggiano l’una con l’altra. Sollevi gli occhi da quelle spalle levigate e, cento piani più in alto, poggia, o meglio “cammina”, la Nike di Samotracia. Il vento le fa aderire l’abito al tronco, alle cosce; le ali sono forti, ampie e salde. In lei c’è più bellezza che in tutte le altre statue che la circondano. Credo che dipenda dal fatto che, a parte la sua bellezza, sta facendo qualcosa. Le altre sono inattive…

O – Oasi – La libreria della Quinta Strada, incrocio con la Cinquantaduesima, a New York, che rimane aperta fino a mezzanotte.

P – Parigi – Un posto che mantiene le sue promesse.

P – Paura del palcoscenico – Non ho simpatia per gli attori che tremano tra le quinte. Hanno scelto la professione di recitare: che se la cavino.

P – Presley Elvis – E’ arrivato quando i giovani avevano bisogno di un’immagine romantica. Ha riempito un vuoto, e per di più sa anche cantare: con la voce di oggi.

R – Remarque Eric Maria – L’ultimo dei romantici. Oltre ad essere quel grande scrittore che era, possedeva un’abilità che pochi uomini hanno: sapeva comprendere le emozioni di tutti gli esseri viventi. Sapeva capire e curare ogni cuore che soffriva, compreso il mio, che sostenne per tutti gli anni del suo esilio volontario in America. Non mostrò mai di soffrire per la perdita della sua lingua madre. Forse, avendo me come asilo sicuro, riusciva a consolarsene.

R – Roma – Quelli che come me vivono in una metropoli aprono le finestre su una vista squallida (se pure le aprono). Non solo i romani le aprono, ma ogni angolo, ogni pietra della loro città è bella. Quanto siamo stupidi a non vivere a Roma.

S – Scrivere – Per me le leggi dello stile scritto sono le stesse di quello parlato. La misura di una frase è così importante che solo quando è esatta il significato mi appare chiaro.

S – Sigarette – Ho cominciato a fumare durante la guerra. E da allora non ho più smesso. Mi mantiene in salute.

S – Stravinskij – La Sagra della Primavera è la musica più erotica che conosca.

T – Tiepido – Quando questo aggettivo si applica ai sentimenti, smetti di nutrirli, quali che possano essere.

T – Tristezza – Amara nei fanciulli, dolce negli adolescenti, tragica nei vecchi.

U – Umorismo nero – In inglese e in tedesco si dice “umorismo da forca”, e significa saper ridere della propria sorte quando ci si trova di fronte al disastro. Potrebbe sembrare strano che un’espressione simile sia nata tra i tedeschi, i quali – come nazione – non hanno il dono dell’umorismo. Il mio umorismo nero faceva la gioia di Hemingway. Fu una delle ragioni per cui mi divenne amico.

V – Vittoria – La vittoria è bella solo quando si torna a casa; al fronte non dà gioia.

Z – Zeppelin – Il primo sospetto che la guerra non fosse “leale” lo ebbi molto presto. Mio zio, Max Dietrich, era comandante dello Zeppelin che doveva sganciare una bomba su Manchester, nella prima guerra mondiale. Quando il Kaiser seppe che suo cugino, il re d’Inghilterra, doveva trovarsi a Manchester proprio quel giorno, ordinò allo Zeppelin di tornare indietro. Gli inglesi lo abbatterono sull’oceano. Mia zia non credette mai che lo zio fosse morto; molti anni dopo la fine della guerra aspettava ancora il suo ritorno.


prima parte – seconda parte

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Selezioni tratte dal libro: MARLENE DIETRICH’S ABC – New York 1984

Traduzione italiana di Fernaldo Di Giammatteo
DIZIONARIO DI BUONE MANIERE E CATTIVI PENSIERI
Editori Riuniti 1996