MARILYN

MARILYN


Marilyn, Marilina, come una canzone
marinera Marilina se ne andò all’alba,
uscì dalla favola stupida che fu la sua vita.
Qualcuno si ricorda una foto di lei,
povera creatura ignorante, anzi di te,
mia bionda sorellina senza pace ormai
con Carson McCullers, Karen Blixen
le streghe sono tornate! Fuggiamo
dall’intelligenza, e in più c’è Miller
Arthur il tuo pigmalione feroce
Arturo come Rimbaud dalle suole
volanti, no, nemmeno a parlarne,
un borghese meno capace di reggere
il confronto con la tua follia
di sorellina stupida e innocente
che vuole stare con le scrittrici,
gli intellettuali. Che noia!
Sperando che resti sempre Marilina,
Marilyn, bionda sorellina, oca
giuliva purtroppo con la nevrosi
giusta. Qualcuno, un cantastorie
di favole apocalittiche
dovrebbe cantare il modo
in cui partisti dal mondo dei vivi!
Delitto o suicidio, ma sempre Venere
in agguato a punirti, e al cui capriccio
tutto il tuo sangue ancora si ravviva
dopo la morte alata e non cercata,
e invaghirsi di te è un mistero
testamento e leggenda di spaesati
di vigliacchi untori dell’eros
la tua calda voce di sorellina,
la tua sostanza è impalpabile
ormai, rende concrete gioie serene
della nostra generazione perduta
che ti amò, mitica, o anche prima
come ballerina, certo, una bambola
di carne, non ha letto Freud,
per fortuna può far più male che bene,
ma tu volevi difenderti, o forse
esistere oltre l’apparenza
del tuo corpo muliebre e immortale
nella sua mortalità lasciato ai corvi,
ai nani, ai masturbatori solitari,
nel ricordo di chi ti vede;
vecchi bavosi e frustrati.
Ci volevano nervi più saldi,
e tu non l’hai avuti per resistere
alla sfida del tempo. Per questo
ci piaci: perché fosti
una vittima, una sconfitta
dal tempo e dalla storia infausta
dei nostri giorni peccatori.



Dario Bellezza

da “Proclama sul fascino”, “Il Nuovo Specchio” Mondadori,

MARILYN MONROE – FINE DI UN AMORE 

Quando un amore finisce, uno dei due soffre.

Se non soffre nessuno, non è mai iniziato.

Se soffrono entrambi, non è mai finito


(Marilyn Monroe)



OPTICAL 

OPTICAL 

Gli italiani

Gli italiani




L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza
a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce

Pier Paolo Pasolini




SE

​Se
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te

la perdono, e te ne fanno colpa.

Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,

tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.

Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,

O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,

O essendo odiato, non dare spazio all’odio,

Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;

Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,

Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina

E trattare allo stesso modo questi due impostori.

Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto

Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,

E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune

E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,

E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio

senza mai far parola della tua perdita.

Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi

nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non c’è più nulla

Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,

O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,

Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,

Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.

Se saprai riempire ogni inesorabile minuto

Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,

Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,

E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)
**

​La morte non è niente

​La morte non è niente



La morte non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte:

è come fossi nascosto nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;

parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano

quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:

pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:

è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore,

ne ritroverai la tenerezza purificata.

Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:

il tuo sorriso è la mia pace.

◾◾◾

(Henry Scott Holland)



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CHARLES BAUDELAIRE

CHARLES BAUDELAIRE

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; trattieni le unghie della zampa, e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati di metallo e d’agata. Quando le dita indugiano ad accarezzare la tua testa e il dorso elastico e la mano s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrico, vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo come il tuo, amabile bestia, profondo e freddo, taglia e fende come un dardo, e, dai piedi fino alla testa, un’aria sottile, un minaccioso profumo circolano attorno al suo corpo bruno.

***



CHARLES BAUDELAIRE

Alda Merini

Se trovi l’aquilone della tua fantasia

legalo con l’intelligenza del cuore



(Alda Merini, Bambino)

SE

Se


Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)

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